24 Gennaio 2008
Dalla prossima estate TELESAL sarà anche sulle ambulanze grazie ad una innovativa antenna satellitare.
Intervista all’ingegner Stefano Arenaccio, Vice Direttore Generale della TeS
Space Engineering, società partner del progetto TELESAL, nasce nel 1989 a Roma come società di consulenza nel settore dello Spazio e delle telecomunicazioni ed oggi, dopo circa vent’anni d’attività, con uno staff che supera i 100 professionisti è forse una delle più grandi tra le medie imprese del settore aerospaziale d’Italia. Nella sua attività, la Space Engineering ha dato vita ad altre aziende satelliti e tra queste la TeS-Teleinformatica e Sistemi è un’azienda nata per trasformare la competenza ingegneristica del gruppo, in prodotti finiti ad alto contenuto tecnologico. Ed è proprio la TeS che nel suo stabilimento di produzione a Tito in provincia di Potenza, ha ideato e costruito il prototipo dell’antenna che permetterà a TELESAL di fornire servizi di Telemedicina anche in movimento. Sarà poi lo stesso stabilimento di Tito ad ospitare due dei quattro centri servizi di TELESAL, quello che controllerà la rete satellitare e quello che gestirà i servizi d’emergenza. All’ingegner Stefano Arenaccio, vice Direttore Generale della TeS, abbiamo chiesto di spiegarci le particolarità dell’antenna che permette a TELESAL di garantire la telemedicina anche da postazioni in movimento.Quali sono le particolarità della vostra antenna, nelle applicazioni di telemedicina?
L’antenna che abbiamo messo a disposizione di TELESAL è un elemento essenziale nell’erogazione dei servizi di telemedicina sui mezzi mobili terrestri su gomma.
In che modo?
Grazie alla nostra antenna è possibile agganciarsi al satellite anche da un veicolo in movimento. Abbiamo così abbandonato l’idea che solo un’antenna fissa o trasportabile possa essere utilizzata per le comunicazioni satellitari d’emergenza. Con tale strumentazione un’ambulanza, o qualsiasi altro mezzo di soccorso che trasporta un paziente verso un ospedale, può diventare una postazione di telemedicina per assistenza medica a distanza.
Le ambulanze o i mezzi di soccorso muniti di questa antenna avranno bisogno di personale specifico per utilizzarla?
No, questa è la vera novità, oltre alle caratteristiche specifiche dell’antenna. L’antenna è uno strumento autopuntante, pertanto il suo utilizzo snellisce, invece di appesantire, sia i costi del servizio sanitario sia quelli del personale. Utilizzarla non richiede la presenza a bordo di nessun professionista specifico del settore, perché l’antenna lavora da sola.
Funziona solo in movimento?
Assolutamente no. E’ specifica per lavorare in movimento, ma quando il mezzo è fermo l’antenna continua a fornire tutti i servizi legati alle telecomunicazioni satellitari e tra questi la telemedicina.
Come è nata l’idea di mettere questa antenna su un’ambulanza?
La prima idea è stata quella di un’antenna che permettesse l’uso di Internet a larga banda sui treni. L’idea si è trasformata in un’esperienza positiva e concreta dalla fine del 2006 con le ferrovie francesi che grazie alla nostra antenna sono oggi in grado di fornire ai loro passeggeri, l’accesso ad Internet anche durante il viaggio. Il successo ottenuto, ci ha portato poi alla riflessione che quest’antenna poteva essere la risposta anche ad altre esigenze operative. E’ iniziato così lo studio per utilizzarla su mezzi mobili terrestri gommati. Poi abbiamo incontrato le esigenze del programma TELESAL e c’è venuto in mente di sperimentarla sulle ambulanze.
Ci spieghi meglio l’innovazione che queste antenne portano alle ambulanze.
Oggi l’ambulanza ha un solo compito: quello di portare l’ammalato presso un ospedale. Ed in questo tragitto spesso è lasciata “sola” oppure resta reperibile solo attraverso un cellulare che funziona esclusivamente se c’è campo. L’antenna permetterà invece all’ambulanza di utilizzare un sistema di navigazione integrato (Kell AWAIR) collegato con una centrale per la gestione flotte. Tra le varie possibilità operative, grazie al collegamento Internet si potrà assegnare il codice di gravità al paziente prima ancora dell’arrivo nel Centro di Pronto Soccorso Ospedaliero. Si potrà inoltre video-comunicare con l’ospedale per ottenere un teleconsulto sui dati elettrocardiografici, sui parametri vitali e sugli esami emato-clinici condivisi grazie al collegamento multimediale. L’anticipazione della diagnosi permetterà la prestazione delle prime cure ancor prima dell’arrivo in ospedale.
Ingegner Arenaccio in quali Regioni italiane partirà la sperimentazione di TELESAL con la vostra antenna?
La prossima estate sarà attrezzata un’ambulanza con servizio satellitare in tre regioni italiane: la Basilicata, il Molise e la Toscana. Su tali mezzi, entro un arco temporale di nove mesi, si dovrà verificare la validità e l’utilità sia del sistema integrato di navigazione che permetterà di mantenere un contatto continuo con il mezzo di soccorso, sia dei servizi di telemedicina avanzata che saranno possibili grazie alle telecomunicazioni satellitari.
di Enza Colagrosso









