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13 Aprile 2007
Intervista al presidente ASI, Giovanni Fabrizio Bignami

 Presidente dell'ASI

 


Giovanni Fabrizio Bignami, nuovo presidente dell’Asi (Agenzia Spaziale Italiana) lo scorso 13 aprile ci ha concesso una breve intervista, ad un mese esatto dal suo insediamento per parlare dei progetti e delle finalità del suo nuovo lavoro alla presidenza dell’Agenzia Spaziale Italiana. Dialogando con noi con grande disponibilità ci ha subito resi depositari di quella che per lui è una certezza: “Sono pronto a fare una promessa a tutti - ha detto - fra 20 anni troveremo una nuova <Terra> in cui la presenza di ossigeno forse sarà la conferma delle altre vite che si stanno vivendo intorno a noi nello Spazio”.

Prof. Bignami, ora che è alla presidenza dell’Asi, cosa intende fare per riordinare e potenziare l’Agenzia ed allo stesso tempo incrementare la ricerca scientifica?

L’Asi ha sicuramente bisogno di un riordino, e lavorerò per questo. E’ poi mia intenzione avviare programmi spaziali: piccole missioni ma di grande impatto tecnologico. Non dimenticherò poi quello che è il vero impegno per l’Asi: costruire satelliti per fare ricerca spaziale a tutto campo. Intendo procedere in questa direzione nonostante sia conscio del fatto che questo dovrà coinvolgere le scelte di tanti Enti. C’è una cosa che voglio fare subito però: portare un po’ “di rosa” nella nostra Agenzia. Mi spiego meglio: voglio che donne capaci arrivino finalmente ad occupare i posti chiave nell’Asi.

Vuole proporre le quota rosa in Asi?

Se questa è la strada, si. Lavorerò affinché passi la legge che almeno la metà dei posti del Consiglio d’Amministrazione e del Comitato Scientifico dell’ASI spetti delle donne. Questo perché fino ad oggi alcuni pregiudizi fanno ritenere ancora che certe poltrone siano fatte solo per gli uomini. La prova è nel fatto che se andiamo a verificare possiamo constatare come nel nostro Consiglio d’Amministrazione o nel nostro Comitato Scientifico la presenza femminile è, o è stata una rarità. Io stesso ho chiesto che venissero a lavorare nel consiglio d’amministrazione almeno quattro donne e me ne ritroverò forse due.

Cambierà qualcosa nel rapporto con le piccole e medie imprese?


Non intendo cambiare qualcosa, intendo cambiare molto nel rapporto con le piccole e medie imprese. Ritengo infatti che debbano essere incoraggiate con atteggiamenti nuovi. Faccio un esempio: se si continua ogni volta che serve un satellite a rivolgersi sempre ed unicamente ad Alenia Spazio non si potrà mutare nulla. Voglio che il cambiamento si senta sin dall’inizio e lo mostreremo con un atteggiamento di privilegio e di sostegno verso le PMI che permetta loro di crescere.

Pensa di avviare un recupero funzionale della base di Malindi?

La base di Malindi è eccellente come stazione d’ascolto mentre non la si può considerare altrettanto eccellente come base di lancio e questo sia per motivi tecnici che politici. Le piattaforme sono vecchie e le regole internazionali sono cambiate. Lavorerò perché Malindi si perfezioni come base di raccolta di dati. Poi più in là, sogno un satellite in collaborazione con il Kenia.

Grazie a Telesal, le tecnologie spaziali oltre ad essere usate nella ricerca possono diventare anche lo strumento di una nuova economia. Vorrei un suo parere sull’impiego di tali tecnologie in Telemedicina e un parere sulla Biomedicina.

La Telemedicina è importante e per me è ovvio che vada portata avanti la sua sperimentazione. Sono appassionato anche dalla Biomedicina spaziale e dalle sue applicazioni sia quelle più dirette, ad esempio sugli astronauti, che di quelle più concettuali, come la esobiologia.

Cosa pensa del successo della missione “Agile” e del ruolo che ha oggi l’Italia sul fronte spazio particolarmente in relazione al rapporto con USA e Francia?

Mi è giunta notizia proprio in queste ore che è stata avvistata la prima sorgente di raggi gamma. E’ stato un momento di grande orgoglio per me. Agile, che permetterà all’Italia di esplorare il cielo alla ricerca dei raggi gamma ad alta energia, è stato concepito e realizzato nel nostro Paese. La missione è stata portata avanti con un investimento contenuto e sta ottenendo dei risultati così importanti da dimostrare il grande valore raggiunto dall’Italia nel settore dell'Astrofisica.

Sappiamo che lei ha curato per lungo tempo la rubrica cronache dallo spazio per la rivista “Le Scienze”. A che punto è oggi la divulgazione scientifica in Italia?

Credo molto nella divulgazione, nella televisione insomma nei media. Però non si può nascondere che l’Italia occupa il posto di fanalino di coda nella divulgazione scientifica europea.

Lei giunge alla presidenza dell’Asi dopo un’esperienza di direzione del Ceer di Tolosa e di Presidente del comitato scientifico dell’Esa. Qual è oggi l’atteggiamento dell’Unione Europea rispetto agli investimenti per lo Spazio?

In Europa l’attenzione per lo Spazio è alta ma il mio impegno resta fermo affinché questo si trasformi in finanziamenti sempre più importanti per la ricerca spaziale. L’Italia ha una parte attiva nella politica spaziale europea e deve continuare questa sua partecipazione e il suo impegno con l’attenzione però a mantenere la sua indipendenza.


di Enza Colagrosso