Maggio 2007
Ciavoli Cortelli: Il primato nell’esportazione dell’application technology sarà per Telesal
A Luigi Alberto Ciavoli Cortelli Presidente dell’ASAS (Associazione per i Servizi, le Applicazioni e le Tecnologie ICT per lo Spazio), associazione che aderisce a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e raggruppa al suo interno le più significative imprese nel campo delle applicazioni IT per lo Spazio, abbiamo chiesto un parere su applicazioni tecnologiche come la Telemedicina ed in particolare su Telesal. Ritiene interessanti le applicazioni tecnologiche in Telemedicina?
La Telemedcina è importantissima ed è uno dei settori della nostra impresa più fertili.
Importantissima, perché?
La Telemedicina può e deve diventare la risposta a tante problematiche del settore della sanità. Faccio un esempio: gli ospedali che non ce la fanno più. Sono pieni fino all’inverosimile e non riescono a smaltire i tanti sprechi che caratterizzano la loro gestione, primo fra tutti proprio i ricoveri che non sono necessari. La telemedicina è una risposta a questo che fa risparmiare soldi alla spesa pubblica ed inutili disagi al malato e ai suoi familiari.
Presidente lei ha definito la Telemedicina uno dei settori più fertili dell’impresa, cosa intende con questa definizione?
L’impiego di tecnologie innovative nel settore della salute rappresenta come ho già detto uno dei campi più fertili della nostra impresa. E’ un settore in crescita dove c’è ancora tantissimo da fare non solo in Italia ma anche in Europa e al di fuori dell’Europa.
Cosa pensa di Telesal?
Trovo molto interessante Telesal per ciò per cui si differenzia da tanti altri progetti di telemedicina che sono stati tentati o che si stanno tentando di realizzare. Telesal è stato pensato e si sta sviluppando insieme all’utente. Tutte le imprese ideatrici di Telesal (molte sono Pmi a dimostrazione che si può essere innovativi anche al di fuori dalle grandi imprese) hanno avuto l’intuizione di coinvolgere subito colui o coloro che dovranno usufruire di Telesal, gli utenti insomma come ad esempio il ministero della Sanità e le Regioni.
Perché la definisce intuizione?
La tecnologia generalmente è abituata a creare il bisogno nel mercato. Operazione che ritengo giusta anche se si è visto che dopo la spinta iniziale spesso non funziona. Ecco, Telesal forse per la prima volta non ha applicato questa regola ma ha cercato di trovare risposte alle esigenze del mercato.
Come immagina le future applicazioni di Telesal?
Immagino che Telesal metterà al più presto il naso fuori dall’Europa, e non solo per degli interventi umanitari, ma anche per portare le sue risorse in paesi come l’India e la Cina che, pur avendo tecnologie, mancano dell’esperienza per utilizzarli. In questi Paesi si sta sviluppando un grande interesse verso la Telemedicna.
Che tipo d’interesse?
L’india e la Cina sono tecnologicamente molto avanzate soprattutto nell’information technology e nello spazio, entrambe tuttavia non hanno esperienze circa la vastità delle applicazioni offerte dal loro bagaglio tecnologico. Per questo si potrebbero realizzare delle partnership, ci sono infatti diversi settori in cui l’Italia potrebbe collaborare con paesi tecnologicamente avanzati: ciò che si deve esportare è l’esperienza nello sviluppo e nelle applicazioni di queste tecnologie in modo innovativo e Telesal può diventare a tal proposito un ottimo esempio. Penso poi ai Beni Culturali, dove l’applicazione delle tecnologie spaziali è diventata essenziale.
di Enza Colagrosso









