10 Gennaio 2008
Il computer nuovo “bastone” della vecchiaia Intervista al dottor Carlo Donati
Nel giugno 2007 l’Unione Europea ha adottato un piano dal titolo “Invecchiare bene nella società dell’informazione” ed ha stanziato oltre un miliardo di euro per gli investimenti nella ricerca sulle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni destinate a migliorare la vita degli anziani.Tale determinazione è stata presa perché la società europea sta invecchiando e l’Italia è uno dei paesi con la più alta presenza di anziani.
Queste notizie le abbiamo tratte da un interessante articolo di Carlo Donati dal titolo: “Sanità elettronica e anziano: problema o opportunità?” articolo che, come lo stesso autore scrive, si pone l’obiettivo di considerare in che modo l’ICT (Information and Communication Technology) possa dare un contributo nell’assistenza agli anziani.
Carlo Donati, medico, che lavora nella direzione generale del sistema informatico del Ministero della Salute, ha voluto così unirsi alla voce di coloro che vedono nelle tecnologie di informazione, nelle comunicazioni e nella telemedicina le chiavi per affrontare le problematiche di una società che invecchia.
“Sicuramente le nuove tecnologie possono rappresentare la risposta a tante problematiche relative al mondo degli anziani, ma perché ciò accada bisogna iniziare con l’avvicinare l’anziano alle nuove tecnologie. Non si può infatti trascurare la realtà che oggi, la gran parte degli ultra sessantacinquenni, non sa dialogare con un computer”. Così ha iniziato a parlare con noi, il dottor Donati che ha poi aggiunto: “sono stati per questo avviati corsi di informatica a cui possono partecipare nonni e nipoti, e si è visto che le due generazioni insieme rappresentano un team eccezionale”.
Un buon uso del computer può permettere infatti all’anziano di mantenere rapporti con gli amici, prenotare biglietti per un cinema, per un treno, per un teatro ed accedere anche alle cure di un medico. “Certo i tempi forse non sono ancora maturi, ha continuato Donati, perché tutti siano già pronti ad affidarsi ad una macchina piuttosto che ad un medico e al rapporto umano che con questo si instaura, ma è ormai chiaro a molti che solo l’uso della tecnologia potrà garantire una qualità di vita migliore agli anziani anche grazie ad un’assistenza medica specialistica a domicilio”.
“Oggi, quella che ancora sembra essere solo l’intuizione di alcuni, ha concluso Donati, rimane tale solo perché è frenata dall’inerzia di tanti; dei tanti che lavorano nelle Regioni o in altri Enti e strutture. E dico questo a ragion veduta.
L’esempio diretto lo vivo infatti nel Copit, settore salute e sanità, che è un Istituto di divulgazione formato da parlamentari ed esperti del settore, di cui anch’io faccio parte. Il Copit s’impegna a proporre al Parlamento ciò che di nuovo offre l’innovazione tecnologica per la sanità. Bene, anche in questo ambiente verifico spesso come, accanto alla lungimiranza della sanità militare che è all’avanguardia con prospettive che superano di parecchio la realtà civile, c’è freddezza nell’accogliere e sostenere qualsiasi novità che arriva dal settore delle innovazioni tecnologiche”.
di Enza Colagrosso









