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8 Giugno 2007
Lancio COSMO-SKYMED: Arturo Parisi, esprimo orgoglio per lo sviluppo scientifico e tecnologico italiano e l'interesse per applicazioni come la telemedcina

e Generale dell’ESA

“Europa, Europa, Europa” è stato l’appello lanciato dal VAST.
Breve intervista a Jean-Jacques Dordain, Direttore Generale dell’ESA


Al Seminario VAST (Comitato per la Valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche, della Camera dei Deputati) dello scorso 5 giugno, hanno relazionato il Direttore Generale dell’ESA Jean-Jacques Dordain ed il neo Presidente dell’ASI Giovanni Fabrizio Bignami. Tutte e due le esposizioni hanno sottolineato due punti oggi fondamentali : l’importanza della politica spaziale nelle vita dei comuni cittadini ed il bisogno in Europa di un unico programma spaziale per un impiego più efficace delle risorse, ancora molto ridotte del settore. Basta fare infatti un paragone con gli Stati Uniti per verificare come i fondi per lo Spazio di cui dispone l’Europa sono inferiori di almeno cinque volte a quelli statunitensi. Va però detto che nonostante ciò l’industria spaziale europea riesce a mantenere il 40% dei mercati mondiali per la produzione, il lancio e la gestione dei satelliti. Risorse molte contenute e politica spaziale ancora troppo a carattere nazionale potrebbero però rendere debole l’Europa nello Spazio anche perché i singoli paesi membri si troverebbero ad affrontare da soli le sfide globali. Pertanto la vera forza della politica spaziale europea potrà venire solo dalla consapevolezza di non essere alternativa ai vari programmi nazionali. Alla fine dei lavori abbiamo voluto, con un breve intervista, rivolgere alcune domande a Jean-Jacques Dordain, Direttore Generale dell’ESA

Ingegnere Dordain dal seminario appena concluso è emersa l’importanza della politica spaziale anche come risposta alle problematiche dei cittadini comuni. Qual è la sua opinione sui servizi di Telemedicina portati grazie all’uso delle telecomunicazioni e del satellite?

Sono molto favorevole alla Telemedicina che credo possa dare risposte importanti sia in Europa ma soprattutto nei paesi del terzo mondo. Da noi, in Europa, immagino il prezioso impiego della Telemedicina ad esempio nelle zone remote o in quelle colpite da catastrofi naturali. Ritengo però fondamentale l’uso della Telemedicina in paesi come l’Africa dove oltre ai servizi medici si possono offrire servizi di teleformazione che risulteranno fondamentali per persone che non hanno la possibilità di accedere a nessun altro tipo di formazione.

Nella sua relazione di oggi, lei ha parlato dell’ESA che deve avere un’unica parola d’ordine: Europa, Europa, Europa. Qual è il ruolo dell’Italia nell’ESA?

L’Italia ha un ruolo molto importante nell’Esa, è uno degli azionisti più importanti dell'agenzia insieme alla Francia e alla Germania. L’Esa ha bisogno dell'Italia , delle sue competenze sia nell'ambito gestionale sia di ricerca per operare in modo sempre più proficuo e per questo sto collaborando con il ministro Mussi affinché l’Italia incrementi la sua posizione all’interno dell’Agenzia Spaziale Europea. Dall’Italia sono sempre arrivate proposte per progetti rilevanti per questo l’Esa ritiene importantissimo il suo legame con questa nazione. Quest’anno poi la presenza dell’Italia in ESA acquista un’importanza ancor più rilevante visto che uno dei tre astronauti europei selezionati per le missioni è Paolo Nespoli che parteciperà all’ampliamento della Stazione Spaziale.

Quali sono le priorità dell’ESA per ciò che concerne la ricerca scientifica e lo spazio?

Possiamo dire che l’ESA ha tre priorità: il progresso scientifico che ritengo essere alla base dello sviluppo del settore spazio; al secondo posto metto la tecnologia e il suo sviluppo insieme alla competitività e la terza priorità ritengo che sia la maggiore applicazione dei servizi a supporto delle comunicazioni, delle previsioni meteorologiche, del monitoraggio ambientale e per la sicurezza.


di Enza Colagrosso