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Fabrizio ci ha lasciati lo scorso giovedì 13 marzo 2008

Un ricordo di Fabrizio Aversa del Prof. Mariano Bizzarri, Presidente del Comitato Scientifico TELESAL; Professore di Biochimica; Docente della Scuola di Specializzazione in Oncologia, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università La Sapienza – Roma; Consiglio Scientifico Agenzia Spaziale Italiana

Il Dr. Fabrizio Aversa ed il Prof. Mariano Bizzarri (quarto da sinistra) con Sua Santità Tenzin Gyatzo, 14° Dalai Lama - Roma 14 dicembre 2007
Ho incontrato Fabrizio Aversa negli ultimi mesi del 2005. Mi fu presentato dal comune amico Alberto Canciani.
L’obiettivo era quello di far finalmente decollare il progetto di Telemedicina TELESAL che stentava a partire.
Ci siamo intesi subito e da subito ho apprezzato dell’uomo le purtroppo ormai rare qualità di probità, intelligenza, senso dello Stato, dedizione al dovere, lealtà.
Questi valori, sbandierati da mestieranti della politica e improvvisati dirigenti d’industria, si incarnavano concretamente in Fabrizio nel diuturno impegno lavorativo e nella franchezza delle relazioni umane che sapeva costruire.

In ogni progetto sapeva trasfondere genio, ottimismo, prospettiva, coniugando rigore e slancio, producendo idee ed amicizia.
Fabrizio elaborava scienza, tecnologia, ma costruiva anche e soprattutto relazioni umane, calde, schiette e profonde.

Insieme, con l’aiuto di Alberto, di Luca Tufarelli, di Fabrizio Petrosino, di Cesare Aragno, di Luigi de Magistris ed altri ancora, avevamo fatto compiere a TELESAL i primi passi ed avviato una miriade di altre importanti iniziative.

Tanti altri progetti – scientifici, tecnologici, culturali – appena abbozzati, discussi o avviati - restano lì, a muta testimonianza della sua capacità imprenditoriale e della inesauribile fiducia nelle possibilità che l’Uomo – sorretto dalla fede spirituale – sa e può realizzare.

E questo è in fondo il legato più prezioso che ci lascia, unitamente all’imperativo categorico di portare a compimento quanto aveva iniziato.

A me, personalmente, resta il rimpianto e il dolore di non averlo conosciuto prima, di non avergli detto quanto lo stimassi, e di come, seppure in così poco tempo, avessi imparato a volergli bene.

La nostra Patria perde una grande mente. Lo Spazio un brillante ricercatore. Io ho perso il migliore dei miei collaboratori e soprattutto un grande amico.
E spero per questo che, da lassù, voglia continuare ad affiancarmi nelle battaglie che prima affrontavamo insieme.
Non ci si lascia mai veramente, nonostante quella discontinuità spazio-temporale che chiamiamo morte. Forse è solo un arrivederci. Ciao Fabrizio. E ricordati che ti voglio bene.