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11 Agosto 2008
Silvano Moffa: con i nuovi vertici dell’ASI verso l’appuntamento dell’Aia

On. Silvano MoffaIl 1 agosto 2008, il Consiglio dei Ministri ha deliberato il commissariamento dell'Agenzia Spaziale Italiana ai sensi della Legge n.165/2007, allo stesso tempo ha approvato la nomina di Enrico Saggese a Commissario straordinario e quella di Piero Benvenuti a Sub-commissario. All’on. Silvano Moffa, della consulta di AN per le politiche spaziali, abbiamo chiesto un commento su tale cambiamento ai vertici dell’ASI in vista del prossimo appuntamento del 25/26 novembre all’Aia quando l’Italia sarà chiamata a presiedere la Conferenza Ministeriale Europea per lo Spazio.

Finita la presidenza di Bignami in ASI Arriva Saggese. Cosa cambia e cosa deve cambiare nell’Agenzia Spaziale Italiana?

Credo che l’ASI debba recuperare al più presto il senso strategico della sua missione tornando a scegliere una ricerca scientifica che sappia ad un tempo promuovere le conoscenze di base pur potenziando le applicazioni industriali finora penalizzate. Circa 4 Miliardi di Euro impiegati ogni anno nel settore spazio e 10.000 addetti che lavorano nel campo dell’industria spaziale sono numeri che da soli fanno capire l’importanza del settore spaziale italiano. Siamo presenti in tutte le missioni importanti con ingenti finanziamenti e con i prodotti di eccellenza delle nostre industrie. Dobbiamo trasformare l’enorme potenzialità che stiamo esprimendo nel settore spaziale, in vero e proprio potere.

Cosa intende per potere?

Intendo responsabilità e capacità di incidenza nelle politiche europee. Il primo passo da compiere è quello di mettere tutta la politica spaziale in diretto collegamento con il capo del Governo per dare finalmente la giusta valenza alle sfide spaziali. C’è un appuntamento importante che ci attende in autunno e per allora dovremo avere le idee molto chiare sul nostro futuro nello spazio. Il prossimo 25/26 novembre, infatti, l’Italia verrà chiamata a presiedere la Conferenza Ministeriale Europea per lo spazio che si terrà all’Aia. Questo non avveniva dai tempi in cui era ministro Granelli, cioè dagli anni ‘80.

Cosa rappresenta questo appuntamento?         
               

All’Aia verrà definita la strategia spaziale europea per il prossimo decennio. Dovremo per questo esprimere un vero e proprio salto di qualità cercando di assumere un ruolo guida tra i principali partners europei – Francia, Germania, Italia – coinvolti nel settore spaziale, sia per contrastare la posizione della Francia, che mira ad eliminare il criterio del cosiddetto giusto ritorno, sia per far fronte all’evoluzione internazionale: penso alla Cina, all’India ma anche alla situazione di forte indecisione politica degli Stati Uniti. Il nostro obiettivo deve essere quello di fare in modo che tutto il complesso dei finanziamenti dell’Unione Europea, che sono basati sulla libera competizione industriale, non vengano dirottati a scapito dell’Agenzia Spaziale Europea e in particolare del nostro Paese.

Quale politica spaziale italiana deve emergere all’Aia?

Questa volta dobbiamo essere capaci di far conoscere l’Italia come un sistema paese che nel campo dello spazio è assolutamente all’avanguardia con una tradizione di successi alle spalle e importanti investimenti fatti sia in campo civile che militare: Italsat, Artemis, hanno dimostrato la grande capacità di innovazione tecnologica del nostro Paese ed allo stesso tempo la nostra capacità di stare nello spazio a livelli altissimi. Per far questo dobbiamo però in un certo qual modo ripartire…

Cosa significa ripartire?

Significa che dobbiamo rifinanziare Cosmo-Skymed che per noi rappresenta una sorta di “fiore all’occhiello”; significa commercializzare i dati Cosmos aprendoci così ad un mercato molto interessante sul quale l’Italia potrebbe esprimersi significativamente; significa portare avanti Galileo, un programma di 3 miliardi di investimenti industriali, e portarlo avanti con grande determinazione per difendere gli interessi del nostro Paese. In un momento in cui c’è anche il rischio di una decurtazione di finanziamenti (parlo a livello europeo) è tempo di fare delle scelte, stabilire delle priorità e concentrarci prevalentemente sui programmi già avviati che stanno per produrre effetti importantissimi.

Quindi l’appuntamento dell’Aia rappresenta al contempo un momento di bilanci ed un nuovo punto di partenza?

Direi proprio di sì, ma all’Aia dovranno essere affrontati anche temi quali le modalità di estensione ai nuovi Stati Europei. E’ chiaro infatti che ci sono Francia, Germani e Italia che portano avanti politiche spaziali molto più avanzate rispetto agli altri Stati dell’UE. Bisogna cercare di armonizzare le posizioni e studiare forme di partnership e di partecipazione per i nuovi membri dell’Unione Europea e la stessa cosa va fatta anche con le potenze emergenti: India e Cina. Riflettiamo su quanto è accaduto con Galileo proprio a causa di un’apertura, diciamo frettolosa, nei confronti della Cina che non ha tenuto sufficientemente conto del mantenimento di quel know how che è fondamentale per l’UE. Questo ed altri, sono i fattori sui quali l’Europa dovrà misurarsi per mantenere un elevato grado di competitività.