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14 Ottobre 2008
Un esperimento italiano nel carico scientifico portato in orbita dalla Soyuz 17S. La Fondazione Santa Lucia sulla Stazione Spaziale Internazionale: studiera’ il ruolo dell’apoptosi nella depressione linfocitica

E’ italiano uno dei cinque esperimenti che compongono il carico scientifico BIO-4 portato sulla Stazione Spaziale Internazionale dalla navetta Soyuz 17S, partita ieri dal cosmodromo di Bajkonur in Kazakistan.

Il progetto italiano, l’unico su cellule umane, è denominato ROALD (Role Of Apoptosis in Lymphocyte Depression): alcune cellule linfocitarie sono state portate sulla stazione spaziale con lo scopo di verificare se la perdita delle difese immunitarie, da sempre osservata negli astronauti, sia dovuta ad apoptosi, ossia ad una forma di morte programmata delle cellule immunitarie.

Dopo 12 giorni di permanenza sulla Stazione, BIO-4 tornerà sulla Terra a bordo dello Shuttle ULF-2 ed i progetti di ricerca scientifici verranno riconsegnati ai loro rispettivi responsabili.

Il Principal Investigator del ROALD è il prof. Mauro Maccarrone, Direttore del Laboratorio di Neurochimica dei Lipidi della Fondazione Santa Lucia di Roma e del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell’Università degli Studi di Teramo.

Prendono parte all’esecuzione all’esperimento italiano anche il Centro di Bio-Medicina Spaziale dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e il Dipartimento di Scienze Fisiologiche, Biochimiche e Cellulari dell’Università degli Studi di Sassari.

“I risultati attesi – sottolinea il prof. Maccarrone – potrebbero chiarire alcuni dei meccanismi responsabili della ridotta capacità di risposta del nostro sistema immunitario, osservata ripetutamente in condizioni spaziali. Inoltre, potrebbero offrire spunti importanti per capire come l’invecchiamento, di cui l’ambiente spaziale mima vari aspetti, possa portare ad un deficit immunitario”.