14 Settembre 2007
E’ in partenza la missione Genesis-life, dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Intervista a Vittorio Cotronei, responsabile dell’Unità di Medicina e Biotecnologie dell’ASI
E’ previsto per il 14 settembre 2007 alle ore 14.00 da Baikonur, base Russa nel Kazakistan, il lancio della capsula Foton M3. La missione Genesis-life, dell’Agenzia Spaziale Italiana resterà in orbita 12 giorni per concludersi prevedibilmente il 27 settembre 2007. Questa missione rientra nell’ambito dei programmi di bio-medicna dell’Unità di Medicina e Biotecnologie dell’ASI che prevedono esperimenti di biologia cellulare, vegetale ed animale riferiti a tre programmi, OSMA, DCMC e MoMA, a bordo delle diverse piattaforme spaziali disponibili. Abbiamo chiesto a Vittorio Cotronei responsabile dell’Unità di Medicina e Biotecnologie dell’ASI, di spiegarci le caratteristiche di questa missione e gli esperimenti previsti.
E’ iniziato il conto alla rovescia per la partenza della missione Genesis-life, vorremmo però capire meglio: cos’è, e come funziona la capsula Foton?
I satelliti Foton/Bion sono capsule recuperabili “unmanned”, già utilizzate dai russi e dalla comunità internazionale, che permettono un tempo di missione che oscilla dai 12 ai 15 giorni e una frequenza dei lanci ogni 18 mesi. Le limitate opportunità di volo rendono particolarmente interessante l’utilizzo delle piattaforme orbitali “unmanned” ed è per questo che nell’ambito del gruppo di lavoro ASI/FSA di Biomedicina, è stato firmato nello scorso mese di giugno un accordo tra le parti, per consentire l’utilizzazione di questa piattaforma ogni due anni.
Questa missione è a scopo sperimentale. Che tipo di esperimenti saranno effettuati?
Saranno effettuati 13 esperimenti: 5 dell’ESA e 8 italiani che fanno riferimento ai tre grandi progetti di medicina in ASI: OSMA, DCMC e MoMa. Il primo progetto si occupa di Ossa e Muscolo, il secondo del sistema nervoso e cardiovascolare ed il terzo di biotecnologie. L’obiettivo generale di questi progetti è di acquisire nuove conoscenze nel settore bio-medico avvalendosi delle particolari condizioni sperimentali presenti nello Spazio. Tutti i dati acquisiti saranno trasferiti ad applicazioni diagnostiche, terapeutiche, preventive e biotecnologiche. Gli 8 esperimenti di Genesis-Life: PARIDE, TARSE, THYRUD, FIS, DIASPACE, SCORE, MYO, PITS hanno ovviamente finalità molto diverse tra loro e utilizzano cellule, piccoli animali o lieviti al fine di identificare l’effetto che il volo spaziale determina sui processi biologici delle cellule.
Dove viaggeranno e dove saranno analizzati i diversi esperimenti?
Gli esperimenti viaggiano in contenitori, i BIOKON, sviluppati appositamente per questo tipo di missioni. I BIOKON, a loro volta, sono alloggiati all’interno della capsula del Foton. Tali contenitori costruiti dalla Kayser Italia sono completamente autonomi rispetto alle risorse di potenza elettrica, telemetria e telecomando del satellite e pertanto, qualora fosse necessario eseguire una time-line, o riscaldare gli esperimenti, il contenitore disporrà di batterie e microprocessore autonomo.
Come saranno utilizzati i dati di questa missione?
I dati ricavati da questa missione saranno poi confrontati con quelli di controllo dei nostri laboratori a terra e si cercherà così di validare le ipotesi sperimentali che hanno condotto alla realizzazione dell’esperimento. Più in generale serviranno quale piccolo passo nel raggiungere l’obiettivo dei programmi di appartenenza che sono essenzialmente finalizzati al rendere possibile la vita dell’uomo nello spazio.
di Enza Colagrosso
E’ iniziato il conto alla rovescia per la partenza della missione Genesis-life, vorremmo però capire meglio: cos’è, e come funziona la capsula Foton?
I satelliti Foton/Bion sono capsule recuperabili “unmanned”, già utilizzate dai russi e dalla comunità internazionale, che permettono un tempo di missione che oscilla dai 12 ai 15 giorni e una frequenza dei lanci ogni 18 mesi. Le limitate opportunità di volo rendono particolarmente interessante l’utilizzo delle piattaforme orbitali “unmanned” ed è per questo che nell’ambito del gruppo di lavoro ASI/FSA di Biomedicina, è stato firmato nello scorso mese di giugno un accordo tra le parti, per consentire l’utilizzazione di questa piattaforma ogni due anni.
Questa missione è a scopo sperimentale. Che tipo di esperimenti saranno effettuati?
Saranno effettuati 13 esperimenti: 5 dell’ESA e 8 italiani che fanno riferimento ai tre grandi progetti di medicina in ASI: OSMA, DCMC e MoMa. Il primo progetto si occupa di Ossa e Muscolo, il secondo del sistema nervoso e cardiovascolare ed il terzo di biotecnologie. L’obiettivo generale di questi progetti è di acquisire nuove conoscenze nel settore bio-medico avvalendosi delle particolari condizioni sperimentali presenti nello Spazio. Tutti i dati acquisiti saranno trasferiti ad applicazioni diagnostiche, terapeutiche, preventive e biotecnologiche. Gli 8 esperimenti di Genesis-Life: PARIDE, TARSE, THYRUD, FIS, DIASPACE, SCORE, MYO, PITS hanno ovviamente finalità molto diverse tra loro e utilizzano cellule, piccoli animali o lieviti al fine di identificare l’effetto che il volo spaziale determina sui processi biologici delle cellule.
Dove viaggeranno e dove saranno analizzati i diversi esperimenti?
Gli esperimenti viaggiano in contenitori, i BIOKON, sviluppati appositamente per questo tipo di missioni. I BIOKON, a loro volta, sono alloggiati all’interno della capsula del Foton. Tali contenitori costruiti dalla Kayser Italia sono completamente autonomi rispetto alle risorse di potenza elettrica, telemetria e telecomando del satellite e pertanto, qualora fosse necessario eseguire una time-line, o riscaldare gli esperimenti, il contenitore disporrà di batterie e microprocessore autonomo.
Come saranno utilizzati i dati di questa missione?
I dati ricavati da questa missione saranno poi confrontati con quelli di controllo dei nostri laboratori a terra e si cercherà così di validare le ipotesi sperimentali che hanno condotto alla realizzazione dell’esperimento. Più in generale serviranno quale piccolo passo nel raggiungere l’obiettivo dei programmi di appartenenza che sono essenzialmente finalizzati al rendere possibile la vita dell’uomo nello spazio.
di Enza Colagrosso









