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3 Gennaio 2008
100 Ospedali indiani e 3 call center italiani per curare le patologie cardiopatiche del popolo Tibetano
Il progetto di Giorgio Noera supportato dai servizi di TELESAL

Prof. Giorgio Noera (link) “Entro gennaio partiremo per l’India per iniziare la prima fase, quella di ricognizione, prevista dal nostro progetto -Mente Italiana Cuore Tibetano-.

Così inizia a spiegarci Giorgio Noera, il cardiochirurgo responsabile del progetto, che insieme agli esponenti di TELESAL e dell’ASI lo scorso 14 dicembre 2006 ha siglato con il Dalai Lama un accordo per completare entro il 2008 un servizio di telecardiologia che, da cento ospedali sparsi nel territorio indiano permetterà di curare a distanza, e più precisamente dall’Italia, la gente tibetana in esilio e quella indiana. Abbiamo incontrato il professor Giorgio Noera, cardiochirurgo dell’Università di Bologna, perché volevamo sapere cosa sarebbe accaduto dopo quell’incontro di dicembre.

Il professor Noera, membro anche del comitato scientifico di Telesal, ci è apparso con le idee molto chiare. L’incontro di Roma con il Dalai Lama ha rappresentato infatti per lui solo un’altra tappa di un cammino iniziato nel 2005 quando, durante il convegno «Ethics in Business» a Rimini, pensò di donare a sua Santità il primo Bluec@rdio affinché le tecnologie occidentali potessero servire e curare anche la sua popolazione. Questo gesto, allora come oggi, venne ispirato, come lui stesso ci ha confidato, dalla riflessione o meglio dalla constatazione che il 90% delle risorse destinate alla sanità mondiale vengono usufruite da un 10% delle persone mentre al restante 90% della popolazione non arriva nulla.

Così nel 2006 in un viaggio a Dharamsala, la città dell’India del nord capitale del governo tibetano in esilio, nell’ospedale Delek Tibetan Hospital con l’uso del Bluec@rdio appoggiato alle comunicazioni satellitari si iniziò un servizio di tele cardiologia che permetteva di ascoltare i battiti del cuore di quella popolazioni che vive a oltre seimila metri d´altezza. “Il Bluec@rdio - ci ha chiarito Noera- è un apparecchio piccolo quanto un cellulare che permette di effettuare diagnosi precoci di cardiologia. E’ un prodotto tecnologico tutto italiano in grado di fare oltre agli elettrocardiogrammi anche l’analisi delle ultra frequenze del cuore”.

Con questo strumento vennero poi monitorati anche i battiti degli scalatori arrivati fino alla cima del K2. Quella che poteva essere considerata la fase sperimentale si era conclusa con successo. Ora non restava che impiantare una vera rete di telemedicina. Così dopo l’incontro di Roma il lavoro riprende.

“Finita la fase di ricognizione che ci permetterà di pianificare gli interventi da fare all’interno delle comunità buddiste (queste suppliscono gli ospedali indiani come un tempo facevano le nostre comunità religiose) - ha continuato il professore- distribuiremo nuovi Bluec@rdio.

Così da cento ospedali sparsi sul territorio indiano potranno essere <visitati> da medici italiani tutti i pazienti che ne faranno richiesta. I medici italiani che risponderanno da tre call center: uno a Roma, uno a Milano, uno a Forlì potranno fare refertazione on line ”.

E non ci fermiamo di certo in India - conclude Giorgio Noera che guida l’iniziativa- presto arriveremo anche in Uganda grazie al Dalai Lama che ha grandi e profonde radici nel DNA africano. Così la forza dei progetti umanitari sorretta dai servizi di telemedicina forniti da TELESAL ci renderà leader anche in quel bacino Mediterraneo che ha bisogno tanto di aiuto quanto di pace”.