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Congresso FARE 2011

Congresso della Fare a Rimini

A Riccione, i Provveditori  Economi della FARE, prendono l’impegno di scrivere le linee guida per introdurre la Telemedicina nel Sistema sanitario nazionale

Oggi, giovedì 1 dicembre 2011, nella sessione:”Evoluzione e sostenibilità. Le determinanti del sistema sanità: Economica, Tecnologica, Farmaceutica, Ambientale ed Organizzativa.” del Congresso della FARE (Federazione delle Associazioni degli economi e Provveditori della Sanità) il Capo Progetto Cesare Aragno ha presentato i risultati di innovazione tecnologica del primo progetto di telemedicina  dell’Agenzia Spaziale Italiana, TELESAL.
Cesare Aragno, nell’introdurre la platea alla comprensione del progetto, ha spiegato come TELESAL si distingua da tante altre realtà di Telemedicina già nel fatto di non esser stato pensato per la cura o il monitoraggio di una singola patologia ma, al contrario, con l’obiettivo di offrire un’offerta medica  a 360°. Caratteristica distintiva restano però le telecomunicazioni satellitari che permettono alla tecnologia TELESAL di garantire l’efficienza del suo servizio sia in movimento sia nelle zone più impervie non raggiunte neanche dal segnale telefonico. Questo perseguendo la sua filosofia che è quella di portare l’ospedale dal malato.
Aragno ha poi spiegato come dopo la costruzione della tecnologia TELESAL questa sia stata sperimentata in 4 macro applicazioni:

  1. Su mezzi mobili che permettano di effettuare campagne screening o diagnostica sul territorio
  2. Sulle ambulanze del 118 per fornire un servizio di pre-Pronto soccorso
  3. Sulle nave Costa per una second opinion  al personale medico di bordo
  4. Sugli aerei Avio Nord per la garanzia medica duranti i trasporti ed in particolare nel trasporto di organi

Il mezzo mobili ha lavorato con l’ausilio del Dipartimento di Diagnostica per immagini e radioterapia e dell’area funzionale di terapia oncologica del Policlinico Federico II di Napoli, misurandosi in campagne di screening mammografico per la prevenzione del tumore al seno.
Gli ottimi risultati, ed il clima di favore che si è sempre registrato tra le pazienti ha dimostrato che la diagnostica può finalmente lasciare gli ospedali , per arrivare sul territorio, senza però il bisogno di creare nuove strutture dedicate. Il paziente potrà in questo modo fare esami diagnostici e riceverne il referto, in tempo reale, sul mezzo mobile.

Altra sperimentazione  è stata quella sulle ambulanze del 118 della Basilicata e del Molise. Anche qui i risultati sono stati tali da poter confermare che grazie all’impiego della tecnologia TELESAL i mezzi di soccorso possono essere in grado di eseguire, durante il trasporto in ospedale, una pre diagnosi che permette l’attribuzione del codice di urgenza alleggerendo in modo considerevole il lavoro dei Pronto Soccorso.
La relazione è poi continuata con la presentazione della Telemedicina marittima portata avanti in collaborazione con Costa Crociere. La sinergia  tra Costa Crociere e l’Ospedale Galliera di Genova ha evidenziato come sia possibile assicurare una second opinion allo staff medico a bordo delle navi, e non solo su quelle da crociera.
La telemedicina marittima si è avvalsa della collaborazione anche del CIRM.
In ultimo è stata messa in luce l’esperienza di telemedicina sugli aerei. Con la collaborazione con Avio Nord è stato testato come un servizio medico sia possibile erogarlo anche in volo.

Aragno a poi concluso: “ chi si aspettava delle tabelle con numeri e dati forse rimarrà un po’ deluso, ma abbiamo  preferito lasciare questa parte al lavoro delle commissioni di valutazione.  A coloro che come voi dimostrano interesse per la tecnologia TELESAL, perché intravedono in essa la soluzioni a diverse criticità del Servizio sanitario nazionale, abbiamo preferito  presentare i filmati delle nostre sperimentazioni dove i volti entusiasti dei pazienti e i loro commenti raccolti durante gli esami medici restano per noi, i soli dati che ci riempiono di orgoglio e fiducia nel fatto  che i cittadini, come noi, credono che il futuro è nella telemedicina e che nella telemedicina c’è un cervello nuovo, il nostro”.

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Corriere di Rimini