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30 Marzo 2008
Il ruolo E-Health nei piani di sviluppo dell’ASI


Leggi su “IL TEMPO”


Il secondo giorno della manifestazione Sat Expo 2008, che si sta svolgendo a Roma, è stato caratterizzato dai lavori del convegno: “La Telemedicina per la cooperazione tra i paesi del Mediterraneo: Progetti e Programmi”.
Interessante la presenza degli esponenti di quasi tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo che hanno presentato le loro esperienze di Telemedicina.

azioni e Navigazioni TELESAL, progetto voluto dal Ministero della Salute e cofinanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana è stato presentato da Alberto Canciani, Unità Applicativa Telecomunicazioni e Navigazioni dell’ASI che ha spiegato come: “L’ASI già da qualche tempo ha il preciso obiettivo di applicare le varie tecnologie satellitari, sviluppate nei suoi programmi spaziali, nello sviluppo di servizi di comunicazione a beneficio del cittadino”.

Il progetto TELESAL è nato nel 2006 e finirà nel 2009 e l’investimento complessivo per la sua realizzazione sarà di circa 15 milioni di euro. Ora a circa metà del suo percorso il lavoro fatto lascia presumere un bilancio certamente positivo perché comincia già da ora ad intravedersi il raggiungimento di uno dei suoi principali obiettivi: creare un abbattimento dei costi di esercizio del Servizio Sanitario Nazionale.

Il risparmio si può infatti presumere nelle sue due applicazioni principali: i servizi di emergenza in mobilità: supporto satellitare al 118, telemedicina marittima ed aeronautica, presidi sanitari mobili rilocabili in zone non servite dalle TLC terrestri e screening, e in quella dell’assistenza domiciliare dove è ormai chiaro che portare i servizi a casa del malato comporta un notevole risparmio.

TELESAL, nel suo sviluppo sta impegnando oltre all’Asi e al Ministero della Salute, molte Regioni, Università, Istituti di Ricerca e per la prima volta un gruppo di piccole e medie imprese del settore, altamente qualificate. Questo sistema di telemedicina non nasce per dare all’utente un semplice servizio di lettura a distanza, attraverso il satellite, di un elettrocardiogramma o di una radiografia ma punta a diventare anello di congiunzione con le esperienze della biochimica e della biomedica per portare risposte sempre più specialistiche agli utenti.

Importantissima in TELESAL è anche la cooperazione di Umberto Veronesi che in un software appositamente creato sintetizzerà trent’anni di esperienza nel settore oncologico permettendo così di poter leggere con un computer, magari in campagne di screening di prevenzione, una mammografia riuscendo così a identificare, senza fare alcuna diagnosi, perché queste possono farle solo i medici, se una macchia può essere una cosa preoccupante o no.

Questo darà la possibilità di effettuare una prevenzione capillare risparmiando almeno un’ alta percentuale di analisi con un’evidente decongestionamento delle strutture pubbliche a cui sarà inviato solo il numero di pazienti che devono essere controllati da un medico.

“L’ASI per il progetto TELESAL, ha detto Canciani, ha speso fino ad oggi circa 15 milioni di euro, mentre altri 25 milioni di euro sono stati spesi nelle comunicazioni per la Telemedicina. Questo è solo l’inizio, ha sottolineato, perché si va avanti e per i prossimi anni è già stato previsto un investimento che raddoppia la cifra già impegnata”.

Canciani ha poi annunciato che su richiesta della Regione Sicilia l’Asi sta valutando di portare la Telemedicina di TELESAL nelle isole Eolie e successivamente in altri contesti con una base di tele-consulto capace di far dialogare tra loro un centro di eccellenza di Roma, l'IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) San Raffaele alla Pisana con l’IRCCS Centro Neurolesi “Bonino-Pulejo” a Messina, l'IRCCS Fondazione Maugeri a Pavia e i centri periferici sulle isole. Verrà così realizzato un network di tele-assistenza con la collaborazione di più figure professionali (Specialista, Medico di Medicina Generale, Medico di Guardia Medica, Infermiere Professionale, Personale Tecnico) che, attraverso un call centre, consentirà di distribuire prestazioni specialistiche, sia nel settore dell’emergenza/urgenza che in quello delle patologie croniche e disabilitanti.